La Meditazione Raja Yoga


Il Raja Yoga è quella Scienza dell’Essere che consente di dissipare il dolore e l’ignoranza, portando alla conoscenza del Sé più profondo, attraverso pratiche di vita e di meditazione sperimentate da millenni”.

(Massimo Rodolfi)

Fin dall’acquisizione del principio mentale c’è negli esseri umani una forte aspirazione interiore che li spinge ad interrogarsi sul significato della propria vita per dare risposta alle domande fondamentali sulle cause che determinano le gioie ed i dolori, le possibilità e le limitazioni, gli sviluppi positivi e negativi della quotidianità.

Anche nel mio caso, il problema della sofferenza, il senso della malattia, hanno assunto ad un certo punto del mio percorso formativo un interesse centrale, sia dal punto di vista personale che professionale, fino a giungere alla convinzione che aiutare gli altri a guarire significa prima di tutto guarire se stessi.

Le afflizioni che normalmente sperimentiamo durante la nostra esistenza derivano essenzialmente dalla percezione distorta, illusoria e frammentaria della realtà: la condizione di ignoranza che tutt’ora caratterizza la nostra coscienza limitata, ci impedisce di comprendere l’unità della vita e di concepirci come parte integrante del Tutto.

Separandosi dalla propria vera natura, l’individuo tende a focalizzarsi egoisticamente sui propri bisogni immediati e ad identificarsi con gli aspetti più disgreganti e superficiali della propria coscienza.

Convinto di subire passivamente le avversità, continua a reagire impulsivamente in modo incoerente e caotico, alimentando inconsciamente gli stessi meccanismi distruttivi dai quali originano inevitabilmente ulteriori attriti e conflitti.

Non riuscendo a discernere le conseguenze del suo comportamento contraddittorio ed ammettere così la propria responsabilità in questa dinamica di causa-effetto, si ridurrebbe a delegare all’esterno le cause della propria infelicità, dichiarandosi impotente di fronte al proprio destino.

Tutte le esperienze e tutte le prove che l’uomo attrae si configurano invece come stimoli proporzionati alle sue esigenze evolutive e funzionali alla realizzazione della sua natura più profonda, secondo il Piano Divino di Perfezionamento universale.

La pratica della meditazione affonda le sue radici nell’antica saggezza di tradizioni millenarie e si presta come strumento fondamentale e concreto nel percorso verso la conoscenza di sé.

Attraverso la disciplina e la purificazione dell’apparato percettivo che nell’uomo è costituito dal veicolo mentale e a partire dall’osservazione dell’attività frenetica del proprio pensiero, è possibile iniziare a riconoscere la qualità ed i moventi delle proprie azioni, partecipando consapevolmente e gradualmente all’opera di trasformazione delle emozioni negative, quella che gli alchimisti chiamano “trasmutazione alchemica del Piombo in Oro”…. 

Prima che l’anima possa vedere, deve raggiungere l’armonia interna e gli occhi della carne devono essere resi ciechi ad ogni illusione.Prima che l’anima possa udire, l’immagine (l’Uomo) deve divenire sorda tanto al fragore quanto al mormorio; al selvaggio barrito dell’elefante quanto al ronzare della lucciola d’oro.Prima che l’anima possa comprendere e ricordare, deve essere unita a Colui che parla nel silenzio, come alla mente del vasaio è unita la forma secondo la quale modellerà l’argilla.Allora l’anima udrà e ricorderà.E all’orecchio interiore parlerà la Voce del Silenzio”.