L’Osteopatia Biodinamica


Ritorno all’Origine

Il modello Biocinetico e Biodinamico dell’Osteopatia trasmesso dal Dr. William Garner Sutherland (1873–1954) e da altri autorevoli successori del Dr. Andrew Taylor Still, trascende i contenuti tangibili dell’approccio Biomeccanico tradizionale per aprirsi alle dimensioni energetiche e spirituali più sottili dell’essere umano.

Il termine «biodinamica», nel senso della “manifestazione dinamica della vita”, si rifà all’Intenzione, all’Intelligenza, al Potere ed alla Potenza dello Spirito Divino ed indica che l’organismo vivente è influenzato direttamente dalle forze microfisiche esterne che permeano l’ambiente circostante e che interagiscono con i fattori genetici durante la differenziazione cellulare.

Secondo le più recenti teorie unificate della fisica quantistica, ad un livello fondamentale subatomico, la natura si presenterebbe come una complessa rete ininterrotta di interconnessioni non-locali tra le varie parti di un tutto indiviso, un sistema dinamico in continuo movimento in cui ogni elemento individuale porta con sé l’immagine olografica della totalità.

Proprio a partire da questo postulato lo scienziato e filosofo David Bohm (1917-1992) giunse a sostenere che tutte le particelle materiali osservabili nel mondo fisico, nonostante ci appaiano separate ed aventi una struttura relativamente stabile ed autonoma, costituiscono in realtà una manifestazione esteriore di un processo più profondo, l’”ordine implicito”, un’entità intelligente invisibile che informa ed unisce tutte le particelle in un’unica simbiosi cosmica (ciò a cui il Dr. Still si riferiva quando affermava: «L’Universo è governato dalle proprietà della Sostanza Spirituale della Vita. La Vita è una Sostanza che è superiore alla somma totale degli elementi di tutto l’Universo» ).

Per Bohm dunque, tutto ciò che esiste materialmente ha un corrispettivo anche nella dimensione spirituale, concetto che apparteneva già alla visione scientifica di Leonardo da Vinci (1452-1519), in cui tutte le forme organiche viventi appaiono costantemente plasmate e modellate dai processi di trasformazione sottostanti che li caratterizzano, all’interno di un sistema complessivo auto-organizzato.

Lo stesso Erich Blechschmidt (1904-1992), nel tentativo di descrivere nei suoi “campi metabolici biodinamici” l’ordinata successione spaziale e temporale dei fenomeni embriogenetici che guidano l’intero sviluppo dell’organismo umano, rivela la presenza di un impulso primordiale e immanente che si attiva nel protoplasma idrofluidico dell’embrione fin dalle fasi precoci del concepimento, per dirigere la differenziazione e la crescita cellulare secondo una sequenza morfologica prestabilita, durante ciascuno stadio evolutivo e per tutto il corso della vita (ancora Still: « Lo Spirito regna nella materia in natura e mette ovunque la materia in movimento » ).

Queste forze generatrici e plasmatrici provengono dal vortice di energia cosmica emanato dal Soffio di Vita, un Principio Vitale onnipervasivo, una Potenza Creatrice fondamentale che si esprime attraverso la Respirazione Primaria, in seno a tutti i sistemi viventi per generarne la forma, organizzandone la struttura e regolandone le funzioni fisiologiche.

« Con il suo spirito Dio onnipotente mi ha fatto, mi ha dato la vita con il suo Soffio ».

(Giobbe: 33,4)

La Respirazione Primaria, l’eterna sorgente dalla quale traiamo l’esistenza, si manifesta riproducendo permanentemente uno schema poliritmico respiratorio di inalazione ed esalazione, una pulsazione ciclica ed alternata apprezzabile ai sensi sotto forma di Marea, «il Fluido all’interno dei fluidi», che deriva dalla propulsione conferita dalle forze biocinetiche e biodinamiche a tutti i liquidi lenti organici, a partire dal liquido cefalorachidiano.

Il liquor cefalorachidiano, animato dalla forza propulsiva impressa dalla Marea del Soffio di Vita, fluttua negli spazi ventricolari e sub-meningei dell’asse cerebro-spinale, diffondendosi in tutto il corpo attraverso i tessuti connettivi. Esso rappresenta così il sostrato essenziale al centro di tutta la dialettica osteopatica, «l’elemento più nobile conosciuto», l’interfaccia dove Spirito e Materia si compenetrano reciprocamente nello straordinario mistero del divenire umano.

« Dovunque mi sia imbattuto in una creatura vivente, vi ho trovato la volontà di potenza ».

(Friedrich Nietzsche)

La specificità diagnostica e terapeutica del modello Biocinetico e Biodinamico è di comunicare con la Salute nel momento presente, collaborando simultaneamente sia con le forze naturali biodinamiche estrinseche del Soffio di Vita, sia con le forze vitali biocinetiche intrinseche operanti nell’organismo, attraverso la percezione diretta e l’utilizzo cosciente del loro potere terapeutico.

Attraverso la percezione della sua Volontà e della sua Coscienza vivente, la Respirazione Primaria è l’elemento chiave che ci permette di essere in relazione con la Potenza delle forze fluidiche e terapeutiche rigenerative nel paziente.

« L’organismo vivente contiene energia orgonica in ogni sua cellula

e continua a caricarsi organicamente dall’atmosfera tramite il processo di respirazione ».

(Wilhelm Reich)

La discriminazione sensoriale e la sincronizzazione con i differenti livelli ritmici della Respirazione Primaria, il loro orientamento ed assestamento verso lo stato di Quiete (o di Immobilità Dinamica), consentirà all’osteopata di partecipare ed assistere alla trasmutazione progressiva della matrice fisica, idrofluidica ed energetica di tutte le memorie lesionali residue e di ripristinare l’informazione originaria fino all’integrazione unitaria della triade corpo, mente e spirito.

« La quiete in quiete non è la vera quiete.

Soltanto quando c’è la quiete in movimento può apparire il ritmo spirituale che pervade cielo e terra ».

(Hong Zicheng)

In ogni caso, sarà sempre la modalità neutra ed impersonale con la quale l’operatore assume la sua funzione di osservatore a creare la capacità correttiva del sistema e a ridurre il più possibile le interferenze al trattamento affinché il paziente sia l’unico artefice del proprio cambiamento.

« Ciò che si vede dipende da come si guarda.

Poiché l’osservare non è solo un ricevere, uno svelare, ma al tempo stesso un atto creativo ».

(Søren Kierkegaard)

Soltanto predisponendosi all’ascolto puro ed incondizionato, immergendosi nei recessi più intimi della propria coscienza con mente libera e cuore aperto, è possibile affidarsi all’Intenzione Guaritrice del Soffio di Vita per accedere così al processo terapeutico ed alla riconnessione spirituale della totalità della persona ai piani più elevati della vita, alla sua Origine.


«Le radici del cielo sono nel silenzio profondo e costante».

(Jiddu Krishnamurti)